Prime Esperienze
02 - Fughe e racconti - In punta di piedi
17.07.2026 |
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"A quel punto sentii la sua mano muoversi verso il mio sesso ed un paio di dita affondare tra le labbra calde..."
La storia con Marco procede da un anno e mezzo ormai, ed è il legame più duraturo ed importante che abbia mai vissuto.Anche il lavoro procede bene per entrambi e riusciamo a conciliare i crescenti impegni lavorativi con quelli di coppia, nonostante i nostri incarichi aziendali ci portino ad effettuare trasferte di alcuni giorni che ci costringono a rimanere lontani per diversi giorni.
Riusciamo comunque a tenerci compagnia ed a lenire la lontananza con lunghissime telefonate e scambi di messaggi.
A volte i messaggi prendevano una svolta decisamente sexy e ci immaginavamo situazioni intriganti da sperimentare una volta che si fossimo incontrati nuovamente.
L'iniziativa partiva principalmente da Marco, ma assecondarlo era un piacere. Avevamo imparato a trasportarci reciprocamente nei nostri letti a chilometri di distanza, ad accarezzarci con le parole adatte ed i tempi giusti e la conclusione di quello stuzzicarci, sebbene vissuta in solitaria, compensava un po’ il dolore dell'assenza.
Un mercoledì in cui ero nel mio appartamento e Marco via per lavoro, capitò che il nostro treno di messaggi fosse intercettato ed interrotto da un vagone estraneo che s'infilò nel mio cellulare.
Era un messaggio di Giulio, il mio ex, che si rifaceva vivo dopo tanto tempo e mi chiedeva come andava la mia vita.
Ero stata bene con lui, e se quel qualcosa che si stava incrinando tra noi e che ci portò alla rottura fosse stato compreso prima, probabilmente la situazione di quel mercoledì poteva essere diversa e ci sarebbe stato lui qui seduto al mio fianco, disteso su questo divano a guardare un film.
Dopo qualche convenevole volle informarsi su come andava la mia vita sentimentale e così mi ritrovai a parlargli di Marco e della nostra relazione, spesso a distanza.
Lui mi confidò che era da poco tornato single e non aveva ancora trovato una ragazza capace di regalargli la stessa gioia che aveva provato con me. Gli dissi che ero dispiaciuta perché anch'io di lui avevo un bel ricordo. Forse, a quell'ora di notte, travisò le mie parole perché mi propose di andarlo a trovare per un brindisi ai vecchi tempi e vedere com'era venuta la ristrutturazione del suo appartamento, specialmente del bagno, dove aveva installato una doccia veramente comoda, da starci comodi in due.
Il riferimento poco velato ad uno dei momenti più sensuali della nostra relazione mi fece capire che era ora di chiudere subito la conversazione. Gli risposi che in quel periodo preferivo la vasca e gli augurai la buona notte.
Non mi arrivarono altri sms da parte sua e decisi di non discutere dell'accaduto con Marco, specie a distanza.
Il venerdì, uscita dal lavoro, mi ritrovai con alcune amiche per un aperitivo in un locale del paese, ed eccomi ancora faccia a faccia con Giulio.
Mi venne incontro per salutarmi, ed il suo accostarsi per darmi un bacio sulla guancia, dopo quello che ci eravamo scritti, mi fece sentire in imbarazzo: temevo che qualsiasi mio gesto potesse essere frainteso da lui. Fece il distaccato per tutta la sera, ma quando fui sul punto di andarmene, si riavvicinò e mi propose di andare a rinfrescarmi da lui, visto che l'ambiente di quel locale era così caldo. Gli risposi che la nostra era una storia chiusa e che se ne facesse una ragione...se proprio aveva voglia di fresco, prendesse del ghiaccio che io stavo bene così.
Quel fine settimana io e Marco uscimmo a cena e gli parlai delle avances di Giulio. Finora non gli avevo mai parlato dei miei ex, ed io non gli avevo mai chiesto delle sue storie passate, perché ero troppo gelosa di quel ragazzo per immaginarmelo a vivere la stessa passione che stava vivendo con me assieme ad altre.
Marco mi chiese se davvero Giulio fosse stato così importante per me e disse che, se si fosse fatto ancora avanti, gli avrebbe fatto capire che lui ormai era il passato.
Quella sera facemmo l'amore dopo tanto tempo. Marco esplorò con quella sua lingua e le sue dita ogni curva ed anfratto del mio corpo, e sentivo nei suoi movimenti una curiosità nuova ed ancora inespressa.
Nel pomeriggio di domenica, prima di ripartire entrambi per una nuova trasferta ci concedemmo ancora qualche ora insieme nel mio appartamento.
Dopo avermi spogliato iniziò quel suo rito esplorativo che tanto apprezzavo, ma a differenza del solito, al posto dei consueti apprezzamenti, cominciò a chiedermi se anche Giulio mi aveva dedicato quelle attenzioni. Quel suo toccare e stuzzicare sciolse l'imbarazzo che provavo nel parlare con lui dell'intimità che avevo vissuto con altri. Gli dissi di si, che anche lui aveva affondato la testa tra le mie gambe per regalarmi un piacere intenso e giocato con i miei seni. Allora cominciò a penetrarmi con foga ed ero letteralmente scossa sotto i suoi colpi. Mi chiese qual'era il gioco con i seni che preferivo e gli raccontai delle mie spagnole: allora sistemò il suo sesso bagnato dai miei umori tra le tette e cominciò a scivolare avanti ed indietro, mentre io le spingevo per stimolarlo. Venne improvviso e sparse il seme sul mio viso ed il petto. Maliziosamente, per completare un quadro già eccitante, raccolsi in più momenti con un dito tutto il suo sperma e me lo portai alla bocca, succhiandolo rumorosamente e dicendogli che avevo concesso anche quello spettacolo a Giulio.
Ero stupita dalla carica erotica che gli avevano trasmesso le mie parole, una meraviglia che superava la ritrosia nel rispondere a queste sue curiosità così particolari.
Nei mesi a seguire tornammo diverse volte sull'argomento ed il piacere che provavo nell'eccitarlo continuava a superare ogni mia remora, tanto che la mia vita sessuale prima di lui divenne protagonista anche dei nostri messaggi. Non avevo più inibizioni a ripercorrere quanto sperimentato con Giulio e con gli altri ragazzi prima di lui: la memoria compilava infiniti messaggi e Marco si preoccupava di farmeli rivivere durante i nostri incontri.
Mi trovavo con il mio compagno a rivivere quelle stesse situazioni descritte nelle nostre conversazioni, a cui lui sapeva aggiungere un tocco di originalità che ci permetteva di sentirle solo nostre e non una semplice emulazione.
Riportavo tutte le impressioni, le aspettative, i desideri passati, e Marco era capace di trasformarli in un appassionato presente.
Una volta, mentre facevamo l'amore, mi stupì con una domanda: mi chiese se avessi mai desiderato farlo con lui e Giulio insieme. Non mi colpì la richiesta in sé, ma il fatto che quel pensiero davvero mi era passato per la testa nelle ultime settimane: sembrava riuscisse a leggermi nella mente, raccogliendo tutte quelle parole che disseminavo durante i nostri incontri.
Era una prospettiva che mi allettava: io con i due uomini che più di tutti desideravano la mia femminilità.
Ma razionalmente irrealizzabile per un mio pudore e l'inevitabile competizione che avrebbe scatenato, dove a rimetterci sarebbe stata sicuramente la piacevolezza dell'incontro.
Tentennai nel rispondere, me ne resi conto, ma cercai di restare sul vago: gli dissi che fare del sesso con due uomini era una delle mie fantasie più spinte sicuramente, ma non avevo mai pensato a loro due. Mi ero sempre immaginata due figure senza un'identità precisa. Di quella proposta mi attirava la possibilità di vivere contemporaneamente più attenzioni e più modi di offrire piacere.
Lui sorrise di questa osservazione e mi portò al godimento.
Qualche settimana dopo mi invitò per una cena fuori ed un dopocena a casa sua con sorpresa.
Non ricordo benissimo il ristornate perché la mia attenzione era tutta posta a quale sorpresa avesse in mente.
Arrivati al suo appartamento mi portò verso la sua camera ed una volta entrata cominciò a baciarmi delicatamente ed a spogliarmi, mentre io ricambiavo le stesse attenzioni.
Poi mi accompagnò al letto dove mi distese prona e lì, praticandomi un massaggio, mi liberò anche del reggiseno e della brasiliana.
Le luci erano soffuse e c'era un buon profumo, tutto per rilassarmi e sciogliere la tensione che probabilmente aveva avvertito.
"Ora ti benderò" mi disse "Lo faccio per evitare che la vista ti distragga dalle mie carezze e da quello che voglio proporti. Ora immagina di essere a letto con due uomini che ti desiderano fortemente".
Le sue mani continuavano il massaggio delle spalle e scendevano lungo i fianchi.
La benda non mi permetteva di vedere cosa stesse succedendo attorno a me, ma percepii dai movimenti del materasso il suo corpo abbandonare il letto. Si era messo accanto a me, e da lì riprese il massaggio.
Gentilmente mi portò supina e cominciò a leccarmi il sesso. Dopo poco mi propose di fare un 69 con lui sotto di me.
"Pensa di poter godere di un cazzo in bocca mentre un altro uomo ti lecca la fica", mi disse.
Mi accompagnò in tutti i movimenti e non ebbi difficoltà a raggiungere con la bocca il suo sesso eretto.
Lui indugiava sulla mia fica con foga ed io ero in difficoltà a concentrarmi sul suo cazzo tanta la bravura e conoscenza della mia intimità che aveva acquisito.
Ma la sua lingua non si fermava alla fica, anzi cominciò a risalire verso il mio culetto, prima quasi per errore, poi con evidente intenzione di percorrere strade inesplorate. La mia costanza nel pompino continuava ad essere carente, ma a lui poco importava.
Era un piacevole solletico sentire quel suo strumento erotico peregrinare attorno ai miei taboo.
"Ti piacerebbe sentire il mio cazzo nella tua fica a questo punto?", mi disse. "Certamente!" risposi alzando appena la testa per non perdere il contatto e la posizione del suo sesso. A quel punto sentii la sua mano muoversi verso il mio sesso ed un paio di dita affondare tra le labbra calde. "Ti piace sentirlo in bocca e le mie dita nella fica?" continuò, ed io poi "Due dita non fanno certo lo stesso effetto del tuo cazzo". "E se ne infilassi tre o quattro?" e non perse tempo ad attendere la mia risposta. "Uhmmm" riuscii a dire, mentre abbinava la penetrazione al tocco con la lingua. "Queste dita sono bagnatissime e potrebbero scivolare ovunque, cosa ne pensi?" e nel dirlo portò un solo dito all'apertura dell'ano, puntando l'ingresso. Sentivo la leggera pressione ed ero in vigile attesa di cosa avrei potuto sentire, piacere o dolore, ma quello restava comunque un aspetto che preferivo restasse ignoto, così, dopo qualche secondo decisi di fermarlo e gli dissi che volevo ancora tutta la sua mano nella fica, anzi, meglio il suo cazzo. Nel dirlo stavo per alzarmi quando mi chiese di rimanere a carponi com'ero, che non era ancora stanco di quella meravigliosa vista.
"Quindi queste dita non ti soddisfano?" mi ripeté, ed io "No, è il tuo cazzo che voglio!". Allora cominciò a leccarmi e mi disse di prendergli il sesso tra le labbra. "Vorresti sentire un altro cazzo adesso, insieme al mio?" mi propose, e mi venne da rispondergli solo "Se continui così potrei dirti di si a qualsiasi cosa…uhmm, potrebbe…uhm…si….forse". Cercavo di contenermi e capire cosa volesse fare, ma non ero nelle condizioni migliori.
Sentii la sua lingua allontanarsi ed al suo posto un qualcosa ben rigido e smussato si appoggia alla mia fica e spinge per entrare che sembra quasi...ma non dovrebbe, tiepido e liscio come plastica al tatto, quasi come un preservativo direi, ma è ben duro questo coso, come il dito di prima sull'ano, ma decisamente più grosso. Faccio per allontanare il bacino, ma lui mi trattenne con un braccio e quella cosa continuò la penetrazione. Le mie labbra laggiù avvolgevano una superficie irregolare e sul momento mi venne da pensare che la cosa che gli somiglia di più ce l'avevo in bocca.
Poi cominciò a scorrere ed iniziai a farmi un'idea più chiara di cosa si trattasse…saliva e scendeva fino in fondo, ma non sentivo nessun peso alle mie spalle od un contatto anomalo. Quando si avviò la vibrazione al comando di Marco mi rilassai da ogni preoccupazione e mi godetti il massaggio. Non c'era un altro uomo dietro di me. Mi resi conto che stavo facendo il pompino peggiore della mia vita, ma quel coso funzionava davvero bene, oppure il merito era di un ottimo manovratore che sapeva dove toccare, e la mia concentrazione andava tutta lì.
E toccava proprio dove la lingua lavorava così bene, e quando scorreva su e giù mi veniva istintivo accompagnarlo con movimenti del bacino per accentuarne l'effetto. Venni e venni bene: mi fece strano che una delle poche volte in cui provai l'orgasmo con la sola penetrazione fosse stato grazie ad un pene finto.
Le mie gambe erano molli ma avevo un obiettivo e sfruttai tutte le energie rimaste.
Marco era supino e mi sedetti sopra alle sue gambe. La mia fica pulsava ancora dall'eccitazione, era calda e rivitalizzante, così cominciai a strusciarla sul suo cazzo un po’ demoralizzato che sentivo appoggiato al basso ventre finché non ne percepii l'erezione. Sapevo che non indossava il preservativo e che c'era qualche rischio, ma su questa regola in quel momento potevo soprassedere: avevo voglia di pelle vera dopo tanta plastica. Mi alzai quello che serviva, afferrai con una mano il suo pene e lo avvicinai al mio sesso. Sapevo che mi stava guardando e che non si aspettava questa mossa.
Scesi lenta e tutta la sua erezione scomparve in me. E' la prima volta che lo accoglievo completamente nudo e adesso ne avevo davvero bisogno. Appoggiai entrambi i palmi delle mani sul suo petto e potei sentire il tamburo a mille per l'emozione, strinsi i seni tra gli avambracci per portarli alla massima esposizione e poi cominciai ad ondeggiare con il bacino. Sapevo che gli piaceva ciò che stava vedendo, anche lui si stava scaldando e percepii quell'ansimare che precede il gran finale. Allora mi alzai nuovamente e lo presi in bocca: mi bastarono un paio di colpi con la lingua per irrigidirlo e spremere tutto il suo piacere.
Bell'idea caro Marco, bell'idea questo nuovo gioco: è giunta in punta di piedi ma ci ha travolto con una tempesta di sensazioni.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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